Giofashion blog


Archive for aprile, 2009


SALONE DEL MOBILE MILANO 0

Posted on aprile 26, 2009 by giofashion

Milano caput mundi. Come nemmeno la fashion week può, il Salone Del Mobile proietta la città sul trono internazionale, in un crossover tra fashion e design, eventi e presentazioni ad ogni angolo, aperitivi e ristoranti assediati. Insomma, Milano at his best. Che, finalmente, trova lo slancio per allargare i confini ( NY e Londra docet ), abbandonare il famigerato “quadrilatero” e conquistare le zone periferiche. Così il quartiere tra Via Solari, Via Tortona e Via Savona, peraltro già colonizzato dalle case di moda, diventa ZONA TORTONA. Un pò come dire Brick Lane a Londra o il Meatpacking District a NY, ed è davvero piacevole entrare nei cortili delle case a ringhiera in Via Savona e scoprire librerie di design accanto alle vecchie botteghe che aggiustano tapparelle.Le strette strade sono chiuse al traffico e si passeggia in una babele di lingue mentre i residenti della vecchia Milano assistono divertiti.
Nel frattempo in centro si svolge la parte istituzionale del Fuorisalone, la maison Versace offre un cocktail nel suo Teatro in Piazza Vetra, la signora Donatella fasciata in un tubino bianco zippato così anni ottanta.
E via di corsa, per la gioia dei tassisti, a Brera e poi in Piazza Tricolore, all’Isola e in Via Durini….Approfittando dei venti e più gradi la palma del miglior aperitivo passa da Armani Nobu al magnifico giardino del Bulgari Hotel, salvo poi fare ritorno da Armani Privè per la soireè.
Un grazie a Paola Benegas per la fantastica festa di compleanno di giovedì sera al Tombon De San Marc. Visti Fabrizio e Belen, Edoardo Costa, Marco Borriello, Fabrizio Moretti e le più belle donne di Milano.

BOB DYLAN MILANO 15/04/09 0

Posted on aprile 17, 2009 by giofashion

Bentornato Mr. Tambourine Man. Alla vigilia dell’uscita del nuovo album, Together through life, il Never Ending Tour fa tappa al Forum di Assago sotto il segno di un rock elettrico,  chitarristico e tirato, squarci di tastiere ( Dylan stesso ) e pochi soffi di armonica. Le parti acustiche e folkie sono un ricordo, peccato, almeno nei bis….  Ma questo è il Dylan del nuovo millennio,  non più menestrello ma rocker dei fifties, giacca nera con bordi bianchi e pantaloni con banda di strass.  Neanche un saluto alla platea, si mette di lato a spazzolare le tastiere mentre i due chitarristi cominciano a ruggire Lonesome Day Blues, ancora un paio di blues elettrici e poi il primo tuffo al cuore con Just Like A Woman: si riconosce solo alla seconda strofa, cielo stellato sullo sfondo e assolo di armonica finale. Voce da brividi. Pura magia.  Qui comincia la parte migliore dello show con una magnifica Desolation Row e Ballad Of A Thin Man con le tastiere suonate proprio come Al Kooper nei sessanta.  Leggermente sotto tono invece All Along The Watchtower,  ma qui il confronto con Hendrix è impietoso.

PARIS FASHION WEEK MARCH 09 0

Posted on aprile 06, 2009 by giofashion

paris-march-09-0091Non riesco a farne a meno. Da quando frequento la Ville Lumiere, vent’anni o giù di lì, per la moda o in gita turistica, in fuga romantica o in pellegrinaggio sulla tomba di Jim Morrison al Père Lachaise, la prima tappa è sempre Place Du Saint-Germain Des Pres. Un caffè e un millefeuille al Deux Magots o al Cafè Flore per respirare a pieni polmoni l’aria bohemiene e la melanconia imparata dai versi di Boris Vian e dalle canzoni di Brel e Brassens. L’unico luogo della città dove non sento l’astio e la prosopopea della ” grandeur “.

Da lì, attraverso la Rue Des Saints Péres, raggiungo il lungosenna e arrivo all’Hotel Du Quai Voltaire, affacciato sul Louvre (  Grazie Giulia per avermelo fatto scoprire ).

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Il tempo di lasciare il trolley e via in metropolitana a scoprire i due nuovi concept store inaugurati in questi giorni prima che arrivino tutti quelli che ora affollano Colette.

Il primo si chiama Merci ed è la stravaganza della coppia ex proprietaria del marchio per bimbi Bonpoint.

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Si entra da un negozio di fiori per raggiungere due piani divisi in collezioni vintage, oggetti di arredamento, libreria dell’usato e piccolo caffè.Dal Marais direzione Rue Du Louvre per andare a trovare Hotel Particulierparis-march-09-033 che, rispetto a Merci, fugge dal low profile e dalle atmosfere d’antan, si tuffa nel design a dispetto dell’ingresso che sfugge ad una prima occhiata. Bello, ma potrebbe essere a Tokyo come a Milano.

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NEW YORK FASHION WEEK FEB.09 0

Posted on aprile 06, 2009 by giofashion

In una Manhattan dal clima sorprendentemente primaverile, sferzata solo un giorno da pioggia e nevischio, si e’ svolta la fashion week più politicamente corretta e morigerata a nostra memoria.  Ovvio, come negare che l’assenza dei megaparties ( vedi Marc Jacobs e Calvin Klein ) dell’edizione di settembre abbia lasciato l’amaro in bocca a presenzialisti e parvenu. Ma il grande gelo, metaforico se non climatico, che avvolge l’America della new-era Obamiana ce li fa sentire più vicini, con la voglia di correre insieme a loro verso la rinascita. Perchè questa è stata un edizione all’insegna del Made In Italy. Avremmo dovuto sospettarlo viaggiando da Malpensa insieme ad Alberta Ferretti e Carla Sozzani, ne abbiamo avuto la conferma all’inaugurazione dello store Diesel più grande al mondo e, soprattutto, Armani 5th Avenue di Re Giorgio, pimpante al solito, e prodigo al concedersi alle brame di stampa e celebrities stelle e strisce. ny-february-09-0091Tra le migliori performances in passerella hanno impressionato il neo-grunge di Marc Jacobs, le robot futuriste di Rodarte, il tweed moderno di Proenza Schouler, l’ambientazione intima di Tuleh tra i tappeti di Sam Roubini ( grazie Marco Cattoretti ) e gli allegri colori di un Matthew Williamson in grande ascesa, che dopo la sfilata ha presenziato all’inaugurazione dello store nell’emergente Meatpacking District e ci ha poi ospitato al Cain fino alle ore piccole.

Yellow cabs scaricavano buyers e giornalisti al Meatpacking, tra Jeffrey’s  e lo store Apple, tra un lunch da Pastis e il dinner da Scarpetta ( visto Giorgio Armani and friends ) e quindi la nostra location allo Standard è stata, come previsto, perfetta. Costruito sulla High Line, la ferrovia sopraelevata prima dismessa e ora riconvertita a parco pubblico, regala una vista impareggiabile sul fiume Hudson fino al New Jersey e Statua della Libertà. ny-february-09-007ny-february-09-038ny-february-09-040

Dal Meatpacking solo qualche blocco a piedi per raggiungere Chelsea e scovare la minuscola 532 Gallery ( enough of Metropolitan and MoMa!!!!)per vedere Great Americans di Jac Abshalom Lahav.

Personaggi contemporanei e storici stilizzati e trasformati come modelle da passerella.



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