NEW YORK FASHION WEEK FEB.09
In una Manhattan dal clima sorprendentemente primaverile, sferzata solo un giorno da pioggia e nevischio, si e’ svolta la fashion week più politicamente corretta e morigerata a nostra memoria. Ovvio, come negare che l’assenza dei megaparties ( vedi Marc Jacobs e Calvin Klein ) dell’edizione di settembre abbia lasciato l’amaro in bocca a presenzialisti e parvenu. Ma il grande gelo, metaforico se non climatico, che avvolge l’America della new-era Obamiana ce li fa sentire più vicini, con la voglia di correre insieme a loro verso la rinascita. Perchè questa è stata un edizione all’insegna del Made In Italy. Avremmo dovuto sospettarlo viaggiando da Malpensa insieme ad Alberta Ferretti e Carla Sozzani, ne abbiamo avuto la conferma all’inaugurazione dello store Diesel più grande al mondo e, soprattutto, Armani 5th Avenue di Re Giorgio, pimpante al solito, e prodigo al concedersi alle brame di stampa e celebrities stelle e strisce.
Tra le migliori performances in passerella hanno impressionato il neo-grunge di Marc Jacobs, le robot futuriste di Rodarte, il tweed moderno di Proenza Schouler, l’ambientazione intima di Tuleh tra i tappeti di Sam Roubini ( grazie Marco Cattoretti ) e gli allegri colori di un Matthew Williamson in grande ascesa, che dopo la sfilata ha presenziato all’inaugurazione dello store nell’emergente Meatpacking District e ci ha poi ospitato al Cain fino alle ore piccole.
Yellow cabs scaricavano buyers e giornalisti al Meatpacking, tra Jeffrey’s e lo store Apple, tra un lunch da Pastis e il dinner da Scarpetta ( visto Giorgio Armani and friends ) e quindi la nostra location allo Standard è stata, come previsto, perfetta. Costruito sulla High Line, la ferrovia sopraelevata prima dismessa e ora riconvertita a parco pubblico, regala una vista impareggiabile sul fiume Hudson fino al New Jersey e Statua della Libertà. 


Dal Meatpacking solo qualche blocco a piedi per raggiungere Chelsea e scovare la minuscola 532 Gallery ( enough of Metropolitan and MoMa!!!!)per vedere Great Americans di Jac Abshalom Lahav.
Personaggi contemporanei e storici stilizzati e trasformati come modelle da passerella.