Giofashion blog


RY COODER TEATRO ARCIMBOLDI MILANO 26 GIUGNO 2009

Posted on giugno 27, 2009 by giofashion

La mia prima volta di Ry Cooder dal vivo e volete sentirmi dire che è stata una mezza delusione? Non lo farò nemmeno sotto tortura perchè quell’uomo è un mito e i miti non vanno opinati. E non è nemmeno sua la colpa della defezione di Flaco Jimenez e della sua impareggiabile fisarmonica, o della mancanza di fiati e tastiere che avrebbero legato alla perfezione un suono talvolta troppo arcigno e scolastico. Nick Lowe è il perfetto compagno di scena, un vero english gentleman, basso preciso che galoppa sui suoi brani da pub-rock dei sixties. Il figlio Joachim è un buon metronomo alle percussioni e le due coriste apprezzabili. Ma è lui, il sessantaduenne filologo chitarrista californiano, il carismatico più misconosciuto della storia del rock, che vanta “credits” persino su Sticky Fingers degli Stones, archeologo di suoni dai luoghi più improbabili del pianeta, colui che nel 1996 salvò dall’oblio i cubani del Buena Vista Social Club che si sarebbero spenti senza che la loro immensa arte fosse mai arrivata a noi avidi ascoltatori. Quindi gli perdoneremo una vocalità appena sufficiente ( John Hiatt dove sei???) e una scaletta approssimativa e poco esauriente di cotanta carriera, perchè i suoni eterei della bottleneck squarciano Vigilante Man e Jesus On The Mainline esattamente come accompagnavano la camminata di Harry Dean Stanton sulle rotaie del treno in Paris Texas. Certo qui non c’è il futuro del rock, ma il potere evocativo dello stesso, e la perizia tecnica lontana dal virtuosismo sterile di chi ha professato lo stesso verbo da quaranta anni. Contaminandolo con i maestri di ovunque, dal Mali al Mississippi, da Hawaii a Cuba. L’unico artista, ne risultano altri?, le cui colonne sonore vivono separate dalle immagini del film. E i quattro minuti di How Can A Poor Man Can Stand Such Time And Live sono un estasi che basterebbero a giustificare il nostro posto in prima fila, peccato solo per l’assenza ai cori di Bobby King e Terry Evans…. ma non fatemi cadere in tentazione, i miti non si discutono e quell’uomo con la cuffia nera e la camicia a fantasia nera, gialla e rossa è nell’Olimpo in buona compagnia.

Leave a Reply




↑ Top