Giofashion blog


Archive for luglio, 2009


LENNY KRAVITZ ARENA DELLA REGINA CATTOLICA 28 LUGLIO 2009 0

Posted on luglio 29, 2009 by giofashion

Sono già passati vent’anni dal primo disco di Lenny Kravitz? Quel Let Love Rule che rimane uno degli esordi più folgoranti, seppure non proprio originale, del soul-rock degli ultimi quattro lustri? E lui li celebra con una ristampa deluxe del disco e un tour che si chiama con l’acronimo LLR 20-09. Che nella tappa di Cattolica conferma quello che di buono sapevamo di lui. Buon rocker, discreto cantante con belle canzoni in portafoglio e che ha fatto propria la lezione di…. qualche nome? Sly Stone e Jimi Hendrix, Marvin Gaye e i Beatles, Stevie Wonder e i Rolling Stones. Ma non è un derivativo e gli va dato il merito di avere trovato una propria via ( Are You Gonna Go My Way? ) al classico rock-soul. Mantenendo un filo di ingenuità neo-hippie che gli permette di essere ai limiti dello star-system, ovvero dentro quando compone per Madonna e Vanessa Paradis, fuori quando incide come una volta, suonando da solo tutti gli strumenti. Il set è trascinante, c’e del sano rock e qualche spruzzata di soul, prolungate parti strumentali che sono una vera e propria dichiarazione d’intenti: nè i tre accordi alla Ramones nè il cerebralismo dei Coldplay. Il meglio arriva alla fine quando tutta l’arena si trascina sotto il palco per una versione fiume di Let Love Rule, il suo vero inno oggi come nell’89. E si chiude con l’orgia hendrixiana di Are You Gonna Go My Way. Bravo Lenny, idealista e nostalgico. O l’ultimo dei romantici.

BRUCE SPRINGSTEEN AND THE E STREET BAND TORINO 21/07/09 0

Posted on luglio 23, 2009 by giofashion

boss-torino-002boss-torino-001Continua lo stato di grazia del Boss e della sua E Street Band. Da springsteeniano della prima ora mi sento infatti di affermare che Bruce e i suoi non suonavano così dai tempi del tour di The River e la serata dell’Olimpico di Torino, che per intensità ha ricordato quella dello scorso anno al Meazza, ha rinnovato la magia della più grande rock’n'roll band della storia. Di nuovo tre ore tirate e commoventi, di lacrime e gioia, di catarsi collettiva, commozione e speranza, quasi fosse ancora vero credere che il rock possa essere al nostro fianco nell’ incedere quotidiano verso qualcosa in cui credere. Bruce urla ” Torino “!!! alla folla, fa cantare il ritornello di Waitin On A Sunny Day a un bimbo e invita a ballare una giovane in Dancing In The Dark. Partenza insolita con Loose End ma poi c’è Badlands e un boato scuote lo stadio, poi Hungry Heart che il Boss è costretto a lasciarla cantare al pubblico. Outlow Pete è già un classico, erano anni che Bruce non componeva un brano così epico, con sullo sfondo il cielo rosso del deserto della Monument Valley. Sorpresa, Johnny 99 da scarno folk blues diventa un boogie rock dove tutti i ragazzi a turno spendono il loro assolo. Bruce si butta sulle prime file e raccoglie tutti i cartelli con le richieste, dai quali eseguirà Travelin Band rifatta proprio alla Creedence, e Drive All Night stupenda ballata pianistica da The River con Roy Bittan a sfiorare i tasti mentre Bruce canta meravigliosamente quel giuramento d’amore. Poi The Promised Land, My Hometown e Backstreets, trittico formidabile che racchiude tutta la mitologia del boss, tra la speranza della terra promessa, la lotta nella giungla urbana delle strade secondarie e la disillusione e il ritorno a casa del grande freddo reaganiano. Lonesome Day e The Rising rappresentano invece il ritorno del rocker dopo i discutibili anni novanta e il post 11 settembre e portano all’esplosione di Born To Run. Poi i bis, senza nemmeno scendere dal palco, con Twist And Shout a chiudere il cerchio. Il sogno del rock, grazie a serate come questa, è salvo. Ci vediamo l’8 ottobre al Giants Stadium.

PATTI SMITH SOGLIANO SUL RUBICONE 8 LUGLIO 2009 0

Posted on luglio 09, 2009 by giofashion

Patti Smith sale sul palco di Piazza Matteotti a Sogliano nel solito look androgino-chic, finto trasandato da maudit intellettuale, lei americana figlia dei turbolenti anni settanta ma folgorata dall’arte italiana e dall’esistenzialismo francese e dedica il primo brano a Michael Jackson. Poetessa laica e visionaria sublime, giacca nera con fiocco rosso di Ann Demelemeusteer e jeans dentro gli stivali marroni, scalda l’appassionata platea del borgo romagnolo col suo cantato sofferto, a volte recitato fino alla trascendenza, col dardeggio della chitarra acustica di Lenny Kaye fido compare dai tempi del Patti Smith Group. E sorprende come un set acustico coinvolga a tal punto, col piglio rock’n'roll quasi ci fossero batteria e basso a dettare il tempo, quando invece è solo LA VOCE, imperfetta ancorchè terribilmente assonante, che ha ispirato generazioni di rocker, Michel Stipe docet. Con Birdland e In My Bleaken Years il suo canto dolente si arrampica sino al cielo stellato romagnolo e in una grande versione di Dancing Barefoot scende in platea a stringere le mani di tutti, quasi a sancire il patto di fuoco stabilito col pubblico italiano negli storici concerti di Firenze e Bologna del 1979. Poi c’è Beacuse The Night, che il Boss le ha regalato e che ormai le appartiene e il bis con Gloria scandito con rabbia proprio come nel 1977 G-L-O-R-I-A…. E ci ricorda il suo eterno slogan Jesus Died For Somebody’s Else Sin But Mine, ovvero bene le convenzioni ma non incatenatemi, lasciate volare la mia arte, lasciatemi cantare la poesia che dal basso può raggiungere le altezze.



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