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DALLA & DE GREGORI, VOX NONANTOLA 22 GENNAIO 2010 0

Posted on gennaio 23, 2010 by giofashion

E’ un appuntamento con la mia storia di appassionato ascoltatore quello che mi attende al Vox di Nonantola, addì 22 gennaio 2010. Guidando tra le nebbie del modenese infatti, non posso fare a meno di ricordare che trent’anni fa, anno 1979, un album, Banana Republic, tratto dal tour di una strana coppia, tracciò lo spartiacque della mia carriera di musicofilo. Da quell’ascolto, al bando tutto il pop commerciale da discoteca, mix e remix, affascinato dalla compostezza suadente e dall’ermetismo poetico del Principe De Gregori, avrei trovato spalancata la porta dei paradisi dylaniani e di tutto il rock americano e inglese.
Work in progress trapela dal biglietto, preludio del vero tour di maggio, ed è una serata che promette e mantiene una rinnovata alchimia, sancita da un nuovo brano ( Non Basta Saper Cantare ) dove i due cantano: ” Saper vivere non basta, non basta saper cantare. Ci vuole tempo e pazienza per imparare il dolore “. In effetti sembrano addirittura interagire meglio di trent’anni fa, cantano i brani insieme e non ciascuno i suoi come in quel tour di fine anni settanta con l’aria malata degli anni di piombo che pesava come una cappa, ma quella Italia, ” derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore “, potrebbe essere quella di adesso.
L’inizio è già una sorpesa, Somewhere Over The Rainbow, strumentale con De Gregori all’armonica e Dalla al clarino, somiglia ad una dichiarazione d’intenti, un mettersi al caldo del fuoco della tradizione americana. Poi calano subito l’asso, stasera non si bluffa, ‘ Ma Come Fanni I Marinai’, ed è subito tutto lì, la vita nomade, la precarietà dell’esistenza e la metafora dell’artista, come The Road di Jackson Browne e Fisherman’s Blues dei Waterboys di Mike Scott. Un ora di concerto, tra momenti sublimi e altri da perfezionare, Francesco alla chitarra e armonica, Lucio al piano e a soffiare nel clarino, qualche volta una steel guitar, basso e percussioni, la brava Iskra Menarini con quei vocalizzi tanto cari a Dalla. Mi sono commosso e sorpreso, non la ricordavo, per ‘ I Matti ‘, apologia della diversità di un giovanissimo De Gregori, ‘ Santa Lucia ‘ è il solito capolavoro e ‘ I Muscoli Del Capitano ‘ è grande con quell’intermezzo di piano quasi operistico. ‘ Buonanotte Fiorellino ‘ da valzer-ninna nanna si trasforma in blues, come fa Dylan nei suoi concerti con Blowin In The Wind. Come E’ Profondo Il Mare è cantata da tutti, i due si dividono le strofe. Anna E Marco emoziona sempre, la storia dei due ragazzi di periferia che sognano…. e l’America è lontana, dall’altra parte della luna, che a vederla mette quasi paura…
Richiamati per il bis Lucio regala 4-3-1943.
Prova superata a pieni voti. Appuntamento a maggio al Teatro Arcimboldi.



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